martedì 19 novembre 2013

Caraibi: una crociera da sogno!

Eccomi qui, appena tornata da un'altra avventura!
Venerdì dopo scuola sono partita con le mie amiche per una crociera alle Bahamas, la mia prima, vera crociera!
Dopo aver passato i numerosi controlli, saliamo a bordo di questa nave enorme: 12 piani, teatro, casinò, quattro ristoranti, due piscine, quattro jacuzzi, un campo da basket, palestra, tavoli per giocare a ping pong, un minigolf, otto ascensori e chi più ne ha più ne metta!
Salpiamo alle 17.00 e subito sulla nave inizia una grande festa, con tanto di barbecue, musica e animazione.
Arriviamo a Nassau alle ore 8.00 del mattino e dopo aver fatto una ricca colazione a buffet scendiamo sull'isola.
Schiviamo tutti gli abitanti che ci fermano ogni 30 secondi proponendoci mille diverse escursioni e arriviamo alla spiaggia! WOOOOW e che spiaggia!
Sabbia finissima bianca, mare cristallino. Stendiamo gli asciugamani sotto una palma e iniziamo a rilassarci.
Dopo aver passato la mattinata in spiaggia ci spostiamo allo zoo della città, piccolino ma comunque interessante!
Ultima tappa della giornata: souvenir!
Torniamo verso la nave, ripassiamo i vari controlli, veniamo sterilizzate per bene e saliamo a bordo!
Dopo aver dormito un paio d'ore ci precipitiamo al buffet per la cena.
Ovviamente c'era l'imbarazzo della scelta: differenti tipi di cucina, dolci, di tutto!
Dopo cena andiamo a vedere uno spettacolo nel teatro della nave: Las Vegas.
Gli attori erano dei cantanti e dei ballerini fantastici, i costumi erano spettacolari ed è stato davvero grandioso! Finito lo spettacolo decidiamo di andare al casinò e tentare la fortuna!
Bè con 5 dollari ne ho vinti 11 e direi che mi è andata bene!
Il giorno dopo siamo arrivati a Great Stirrup Cay, un'isola di proprietà delle compagnie di crociera.
Su quest'isola non c'è assolutamente nulla se non spiaggia bianchissima, mare da sogno, palme, un paio di piccoli chioschi che vendono da bere, qualche chiosco di souvenir e NIENT'ALTRO.
Un'isola deserta nel cuore dell'Oceano.
Se mi chiedessero di pensare a come potrebbe essere il Paradiso dopo la morte penserei a Great Stirrup Cay.
Passiamo tutta la giornata in spiaggia e torniamo a bordo della nave in serata.
La mattina dopo arriviamo alle 8.00 a Miami e via, dirette a scuola!
Sono stati tre giorni meravigliosi, mi sono divertita da morire con le mie amiche ed è un'esperienza che vale la pena di fare una volta nella vita.
Ma il mio sogno non è solo la crociera, il mio sogno qui lo vivo tutti i giorni.
Da quando sono arrivata in questo paese mi sveglio sempre con il sorriso, sempre piena di energia e con la voglia di affrontare una nuova giornata.
Perché ogni giorno gli Stati Uniti mi danno una possibilità. Nonostante io ancora commetta errori nel parlare inglese, nonostante non abbia mai avuto alcun tipo di esperienza lavorativa la scuola mi consente di collaborare. Il mio ruolo? Organizzo eventi per gli studenti, mi assicuro che tutti si divertano, che stiano bene all'interno delle famiglie che li ospitano o negli appartamenti, ascolto i loro problemi e cerco di migliorare le cose.
E' vero non vengo pagata perché il mio visto non me lo permette, ma nonostante faccia questo lavoro gratuitamente, ogni giorno torno a casa soddisfatta, perché gli studenti sono felici delle mie serate e mi ringraziano, perché aggiorno il sito della scuola per fare pubblicità, perchè qui mi fanno sentire utile. Non voglio parlar male dell'Italia, amo il mio paese e rimarrà sempre nel mio cuore, ma l'Italia non mi ha voluta, l'Italia non mi ha mai concesso l'occasione di dimostrare che anche io valgo qualcosa, che anche io posso essere utile. No, purtroppo il nostro caro BelPaese mi ha solo fatto passare la voglia di svegliarmi al mattino e sorridere, mi ha fatto credere che non valessi nulla ogni volta che presentavo un curriculum in un negozio, ufficio o quant'altro. Mi ha fatto perdere la fiducia che avevo in me stessa e mi ha fatto svegliare, per ben due lunghi anni, ogni mattina con la convinzione che le mie giornate sarebbero state inutili e vuote. Poi sono arrivata qui e questo Paese mi ha accolta, mi ha dato uno stage, mi insegna giorno dopo giorno qualcosa, e non importa se non parlo bene la lingua o se non ho mai lavorato prima, questo non importa, perché qui io valgo, io sono brava nel mio lavoro, ricevo complimenti tutti i giorni per quello che faccio e anche se lo faccio gratuitamente io torno a casa soddisfatta e felice. E' triste parlare così della propria patria, è triste quando un ragazzo si sente "a casa" in un altro paese, tutto questo è triste ma se l'Italia non mi vuole, se non è in grado di capire che i giovani valgono più di quanto credono, se solo ci dessero l'opportunità di dimostrare che davvero siamo importanti, forse le cose sarebbero diverse. Ma per ora io qui ho trovato la mia casa, qui ho trovato la mia strada e qui sto crescendo e devo solo ringraziare gli Stati Uniti e i miei genitori che hanno capito il mio malessere e che mi hanno regalato questa opportunità per rinascere ancora!







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